Calendari da muro Bologna – BolognaRE 2017

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Calendario a muro 2017

Calendario a muro 2017

Sono arrivati i nostri CALENDARI 2017.

Per ogni mese troverete ricette tipiche bolognesi e della cucina italiana, accadimenti e informazioni storiche cittadine, proverbi in dialetto, il segno del mese, canti popolari e tanto altro…

Vi aspettiamo per ritirare la vostra copia qui in studio da noi (fino ad esaurimento scorte!).

Il governo italiano lavora per le banche e non per gli italiani

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Arriva l’ennesimo favore del Governo alle banche

Dopo i decreti che permettono alle banche di diventare proprietarie dei beni di cittadini e imprese, ieri in X° Commissione il Governo ha chiesto di ritirare tutti gli emendamenti che avrebbero voluto impedire alle banche di essere proprietarie di agenzie immobiliari.

Gli emendamenti erano stati presentati da Senatori del PD, di AP-NCD-UDC, Forza Italia e Gruppo Misto-Fare, che rappresentano più del 75% dei voti in Senato.

Il Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi sul tema ha dichiarato:

“E’ sconcertante vedere il Governo opporsi a una richiesta che gli è pervenuta dalla maggioranza dei partiti, che ricordo, sono espressione del voto popolare. Nonostante questo l’Esecutivo ha imposto il suo diktat. Dopo i recenti decreti approvati dal Governo che permettono alle banche di diventare proprietarie dei beni immobili di chi è in ritardo con le rate del mutuo, dopo l’approvazione del bail-in, dopo la creazione del Fondo Atlante e la ricerca di altri 40 miliardi per salvare alcuni istituti, il Governo assegna alle banche anche la vendita degli immobili. A breve si creerà un oligopolio che permetterà, ad alcune banche, di concedere il mutuo, espropriare l’immobile di chi è in ritardo con i pagamenti, diventarne il proprietario e venderlo tramite la propria agenzia immobiliare facendosi pagare la provvigione

Fiaip sostiene che questo disegno sia stato studiato da tempo e messo in atto da alcuni istituti bancari, con l’avallo di Palazzo Chigi e nel silenzio più assoluto delle istituzioni di garanzia e vigilanza che sono state interpellate con vari esposti già da più di un anno.

E’ sbagliato parlare in questa vicenda di “sistema bancario” – continua il Presidente Nazionale Paolo Righi – ci sono banche e banche, chi ha scelto di disintermediare vendendo ad esempio telefonini, lavatrici, case e biciclette e che spera di sanare i propri bilanci facendo morire i commercianti e i professionisti, e ci sono invece banche che pensano a fare bene il proprio lavoro e, anziché sostituirsi alle imprese, cercano con fatica di finanziarle e supportarle.

Il nostro Paese sconta un deficit di autorevolezza della politica nei confronti di alcuni istituti bancari; nel 2009, dopo la crisi americana dell’immobiliare, il Presidente Obama ha vietato alle banche di possedere agenzie immobiliari proprio per evitare la commistione tra finanza e immobiliare e tutelare i piccoli e grandi proprietari privati che avevano investito nel mattone, mentre in Italia mettiamo in atto esattamente la ricetta opposta.

Un Governo che non tiene conto della volontà espressa dalla maggioranza dei Senatori della Repubblica, sia di maggioranza che di opposizione, è indubbiamente un Governo che ha perso il contatto con la realtà sociale ed economica del Paese. I bilanci delle banche non si risanano vendendo telefonini e televisori, il concetto di disintermediazione delle classi sociali ed economiche è ormai superato da tempo, proprio come qualche manager bancario super pagato, che forse dovrebbe essere accompagnato alla pensione

Fiaip auspica uno scatto di dignità della politica tutta che riporti l’economia Italiana a quei fondamentali che l’hanno resa una delle prime economie mondiali; se così non fosse nei prossimi anni assisteremo alla distruzione del tessuto sociale del nostro Paese a favore dei soliti noti.

Roma, 20 Luglio 2016

Fonte: Ufficio Stampa FIAIP

Il Mutuo per la Casa

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Vi invitiamo a leggere la Guida della Banca d’Italia: il Mutuo per la Casa.

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Spiegazioni semplici, chiare ed esaurienti per una scelta consapevole del mutuo più adatto alle proprie caratteristiche e preferenze.

Buona lettura.

Aste: differenza tra vendita con incanto e vendita senza incanto

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Qual è la differenza tra vendita con incanto e vendita senza incanto?

La VENDITA SENZA INCANTO, disciplinata dagli artt. 570 – 575 c.p.c., prevede la presentazione in busta chiusa delle offerte d’acquisto in Cancelleria con l’indicazione del prezzo, del tempo, del modo di pagamento e di ogni elemento utile alla valutazione dell’offerta stessa. Tali buste vengono, poi, aperte nell’udienza fissata per l’esame delle offerte, alla presenza dei vari offerenti. Se l’offerta è superiore al valore dell’immobile aumentato di un quinto, viene considerata senz’altro accolta. Se, invece, è inferiore a tale valore, il giudice non può procedere alla vendita se vi è il dissenso del creditore procedente o se ritiene che vi siano concrete possibilità di miglior vendita col sistema dell’incanto. In caso di più offerte valide, viene indetta una gara tra gli offerenti assumendo come prezzo a base d’asta il valore dell’offerta più alta. Se, invece, la gara non può aver luogo per mancanza di adesioni, il giudice decide se disporre la vendita a favore del maggior offerente oppure ordinare l’incanto.

La VENDITA CON INCANTO, disciplinata dagli artt. 576 – 590 c.p.c., prevede la realizzazione immediata di una gara fra i diversi offerenti. Il giudice dell’esecuzione stabilisce le modalità con le quali effettuare la vendita, il prezzo base dell’incanto, il giorno e l’ora dell’asta, la misura minima dell’aumento da apportarsi alle offerte, l’ammontare della cauzione, le modalità e il termine entro il quale il prezzo deve essere depositato. Le offerte non sono efficaci se non superano il prezzo base d’asta o l’offerta precedente nella misura indicata nell’ordinanza di vendita. Ogni offerente non è più tenuto al mantenimento della sua offerta nel momento in cui essa viene superata da un’altra, anche se poi questa viene dichiarata nulla.

Come cambiano le cose

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Facevamo parte del mitico gruppo immobiliare Globalcasa che poi si è sfaldato e disgregato.

Il franchising “è stato rilevato” da “soggetti” che lo hanno fatto trasformare in UniRe… e poi è andato tutto allo sfascio come tutti i bolognesi (e non solo) sanno: i rapporti tra gli affiliati, i rapporti dirigenziali, la società, tutto…

Anni fa, a malincuore, ma con consapevolezza, abbiamo scelto di uscire da quel gruppo a cui abbiamo dato tanto e da cui, inizialmente, abbiamo anche ricevuto.

Alla luce di tutto quanto emerso, siamo sempre più convinti di aver fatto la scelta giusta perchè ora stiamo bene, siamo sani e non dopati (cit). Lavoriamo con professionalità e tranquillità.

Oggi abbiamo anche interrotto il nostro rapporto con Immobiliare.it (già Eurekasa.it). Lo abbiamo fatto per le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato Carlo Giordano che probabilmente non si è reso realmente conto di che cosa ha scatenato.

Leggete anche la lettera aperta di Paolo Righi, Presidente Nazionale FIAIP e la risposta di Carlo Giordano.

Vi raccontiamo tutto questo perchè riordinando un pò la documentazione relativa abbiamo trovato una mail che dimostra l’impegno che ho messo nella funzione che ricoprivo allora in Globalcasa nell’indifferenza degli altri affiliati che ancora non credevano nella forza di internet.

Tornano in mente tante cose… ma andiamo avanti, come sempre!

Eurekasa 2005

Documento trovato in archivio

Nuovo Attestato di Prestazione Energetica dal 1 ottobre 2015

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Entreranno in vigore dal 1/10/2015 tre nuovi Decreti nazionali sulla Certificazione Energetica degli Edifici. Ecco le prime anticipazioni.

ape new ott 2015

Una rivoluzione non solo per i tecnici, ma anche per chi con l’APE ha a che fare quotidianamente, a partire dagli agenti immobiliari: cambiano infatti il format, i tempi di validità e le informazioni in esso contenute.

Per gli annunci commerciali per tutte le compravendite e locazioni diventa inoltre obbligatorio indicare la prestazione energetica utilizzando l’apposito format, contenuto nei Decreti.

Per non perdervi i prossimi aggiornamenti sul tema seguiteci anche sulla nostra pagina facebook.

Svalutazione immobiliare dal 2007 al 2014 a Bologna

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Immobili, Bologna record per svalutazione: il valore delle case crolla, -45% dal 2007

Bologna si aggiudica così il primato in Italia: è la città dove gli immobili hanno perso più valore.

Il valore degli immobili all’ombra delle Due Torri crolla: dal 2007 ad oggi si registra una svalutazione del 44.9%. Bologna si aggiudica così il primato in Italia.

Ma in non tutte le città italiane il mercato immobiliare vive una fase discendente. Dal 1998 al secondo semestre 2014, nelle grandi città italiane gli immobili si sarebbero rivalutati del 42,2%. La città che si è rivalutata maggiormente è stata Roma con il 73,3%, a seguire Napoli col 72,3% e Milano col 59,1%.

Dal 2007 ad oggi, invece, la fase discendente del mercato a livello nazionale ha registrato una diminuzione del -36,4%. E la città dove gli immobili hanno perso più valore è stata appunto Bologna, che con il suo -44,9% precede anche Napoli, ferma al -43,1%

Cerchiamo Agenti Immobiliari

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Siamo alla ricerca di Agenti Immobiliari iscritti al Ruolo quindi in possesso di patentino presso la Camera di Commercio, anche senza esperienza.

Trattiamo immobili nella città di Bologna e nella prima periferia della provincia.

Offriamo tutti i servizi di cui un professionista immobiliare necessita: banca dati (oltre 10.000 richieste tra acquirenti e conduttori), programma gestionale in rete, segreteria sempre presente in ufficio per coadiuvare il lavoro dell’agenzia, pubblicità su tutti i mezzi di settore, aggiornamento professionale continuo…

Per fissare un colloquio chiama il 051-4399031 oppure manda una mail col tuo curriculum.

Regime denominato Cedolare Secca

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Cedolare Secca

E’ stata introdotta a partire dal 2011 la “cedolare secca sugli affitti”. Si tratta di un’imposta che sostituisce quelle attualmente dovute sulle locazioni (articolo 3 del dlgs 23/2011). E’ un regime facoltativo e si applica in alternativa a quello ordinario.

La cedolare secca, in pratica, sostituisce:

  • l’Irpef e le relative addizionali
  • l’imposta di registro
  • l’imposta di bollo.

E ancora:

  • l’imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione
  • l’imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto

Attenzione: resta comunque l’obbligo di versare l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione

Contribuenti interessati

Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto) su unità immobiliari abitative locate.

L’opzione non può essere effettuata nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

Non possono aderire al nuovo regime le società e gli enti non commerciali.

Contitolarità

In caso di contitolarità dell’immobile l’opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore.

I locatori contitolari che non esercitano l’opzione sono tenuti al versamento dell’imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione loro imputabile in base alle quote di possesso. Deve essere comunque versata l’imposta di bollo sul contratto di locazione.

L’imposta di registro deve essere versata per l’intero importo stabilito nei casi in cui la norma fissa l’ammontare minimo dell’imposta dovuta.

Requisiti degli immobili per esercitare l’opzione

L’opzione può essere esercitata in relazione a ciascuna unità immobiliare ad uso abitativo e alle relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione.

Sono interessate, quindi, soltanto:

  • le unità abitative accatastate nelle categorie da A1 a A11 esclusa l’A10 (uffici o studi privati)
  • le relative pertinenze (solo se locate congiuntamente all’abitazione).

La nuova tassazione sostitutiva non si applica agli immobili strumentali o relativi all’attività di impresa o di arti e professioni.

Comunicazione al conduttore (affittuario)

Il locatore (proprietario) che decide di avvalersi del nuovo regime deve darne comunicazione al conduttore (affittuario).

La comunicazione va effettuata con raccomandata e deve contenere la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

Come si calcola la cedolare secca

L’ importo della nuova imposta (“cedolare secca”) si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti.

E’ stata introdotta, inoltre, un’aliquota ridotta del 10% per i “contratti di locazione a canone concordato” relativi ad abitazioni ubicate:

  • nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988). Si tratta, in pratica, dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia
  • nei comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe)

Come si esercita l’opzione

Chi intende avvalersi del regime della cedolare secca può esercitare l’opzione in sede di registrazione del contratto compilando l’apposito modello.

Il modello deve essere presentato entro i termini  previsti per la registrazione del contratto di locazione, cioè entro 30 giorni dalla data della stipula del contratto. Se la data di decorrenza è anteriore alla data della stipula,  la denuncia deve essere trasmessa  entro 30 giorni dalla data di decorrenza.

Durata dell’opzione

L’opzione vincola il locatore all’applicazione del regime della cedolare secca per l’intero periodo di durata del contratto o della proroga o per il residuo periodo nei casi in cui l’opzione viene esercitata per le annualità successive.

Il locatore ha la facoltà di revocare l’opzione durante ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata l’opzione.

La revoca deve essere effettuata entro il termine previsto per il pagamento dell’imposta di registro relativa all’annualità di riferimento e obbliga al versamento della stessa imposta.

Resta salva la facoltà di esercitare l’opzione nelle annualità successive.

Effetti della cedolare sul reddito

Il reddito assoggettato a cedolare:

  • è escluso dal reddito complessivo
  • sul reddito assoggettato a cedolare e sulla cedolare stessa non possono essere fatti valere rispettivamente oneri deducibili e detrazioni
  • il reddito assoggettato a cedolare deve essere compreso nel reddito ai fini del riconoscimento della spettanza o della determinazione di deduzioni, detrazioni  o benefici di qualsiasi titolo collegati al possesso di requisiti reddituali (determinazione dell’Isee, determinazione del reddito per essere considerato a carico).